Il nostro metodo
Alla Sacro Cuore non si parte da un piano annuale fisso. Si parte dai bambini: da quello che le insegnanti e le educatrici osservano, da quello che li incuriosisce, dalle domande che fanno.
Il modello CARE
CARE è il progetto promosso dalla FISM che raccoglie in quattro parole l’idea di infanzia su cui lavorano ogni giorno le nostre insegnanti ed educatrici.
Curiosità
Una mattina dopo la pioggia, una bambina di due anni e mezzo si ferma sul vialetto con una lumaca nel palmo. In pochi secondi mezza sezione le è intorno. Invece di dire “rimettila giù”, l’educatrice si inginocchia accanto a loro: nascono due settimane dedicate alle lumache.
La curiosità non viene intrattenuta: viene seguita.
Autonomia
Al Nido, durante il lavaggio delle mani, un bambino scopre che battere il palmo sull’acqua fa schizzi. Nei giorni dopo, in un angolo dell’aula, compaiono bacinelle, spugne e bicchierini da riempire e svuotare.
L’autonomia nasce nella routine più minuta: versarsi l’acqua, riporre il proprio bicchiere, prendersi cura di una pianta.
Relazioni
Il primo giorno un bambino resta sulla soglia, la mano stretta a quella del papà. È una bambina che frequenta già da un anno ad avvicinarsi: “Vieni, ti faccio vedere dove si mettono le scarpe.”
Accoglienza, momenti tra sezioni di età diverse, continuità tra Nido e Infanzia: e un Comitato di genitori che tiene insieme la comunità attorno alla scuola.
Esperienza
In autunno un gruppo di bambini di quattro anni torna dal giardino con le tasche piene di foglie. Nasce “Il bosco in classe”: foglie classificate per colore e forma, un piccolo bosco nell’atelier, una storia inventata insieme e raccontata ai genitori.
Si impara facendo, non ascoltando.
I 100 linguaggi
Ogni bambino ha molti modi per esprimersi e costruire conoscenza, non solo la parola. Il compito della scuola è riconoscerli tutti, senza considerarne uno solo come quello “vero”. Nella stessa attività se ne intrecciano quasi sempre più d’uno.
| Linguaggio | Di cosa si tratta | Al Nido | All’infanzia |
|---|---|---|---|
| Corporeo | Muoversi, il gesto, l’equilibrio | Percorso a ostacoli morbidi | Gioco-danza a tema stagionale |
| Grafico-pittorico | Segno, colore, immagine | Disegno a dita con colore alimentare | Autoritratto con tecniche miste |
| Plastico-manipolativo | Modellare, costruire con le mani | Pongo fatto in casa con farina e sale | Costruzioni con materiali di recupero |
| Musicale-sonoro | Suono, ritmo, ascolto | Strumenti fai-da-te, come bottiglie con il riso | Piccola orchestra di sezione |
| Verbale-narrativo | Parola, racconto, ascolto di storie | Canzoncine e filastrocche ripetute | Invenzione collettiva di una storia |
| Simbolico | Far finta, immedesimarsi | Il gioco del “cucinare” | L’angolo del mercato o della posta |
| Logico-matematico | Contare, classificare, misurare | Infilare perle grandi in ordine | Classificare foglie, misurare con unità inventate |
| Naturalistico | Osservare la natura, sperimentare | Orto in vaso | Orto in giardino, esperimenti con acqua e ghiaccio |
La programmazione in itinere
La programmazione si costruisce e si aggiorna durante l’anno, non prima. Un ciclo che si ripete più volte, e che le famiglie possono seguire nel diario di sezione.
Osservare
L’educatrice o l’insegnante osserva il gioco spontaneo, le domande, gli interessi che emergono.
Documentare
Quello che si osserva finisce nel diario di sezione: poche righe, frasi dette dai bambini, una foto commentata.
Ipotizzare
Il team di sezione si chiede: cosa possiamo costruire a partire da questo interesse?
Sperimentare
Si propone un’attività, un laboratorio, un percorso, pronti a cambiare rotta se l’interesse va altrove.
Rivedere
A fine percorso si torna sull’esperienza: cosa è rimasto ai bambini, cosa apre per il passo successivo.
Il filo delle stagioni resta sullo sfondo, non è un vincolo: se in pieno inverno nasce un interesse fortissimo per i dinosauri, si segue quello.
L’ambiente, terzo educatore
Lo spazio è pensato per invitare il bambino a esplorare anche senza una proposta diretta dell’adulto. Ogni sezione ha alcuni angoli fissi nella funzione, che cambiano nei dettagli anno dopo anno:
- Un angolo morbido, per il riposo e la relazione a tu per tu
- Un angolo per i travasi e l’esplorazione sensoriale
- Un angolo simbolico, la casetta, il mercato o la posta, che cambia con gli interessi del gruppo
- Un atelier grafico-plastico sempre accessibile
- Un angolo biblioteca, con pochi libri esposti di copertina, per scegliere da soli
- Uno spazio esterno curato, usato tutto l’anno e non solo nelle belle giornate
Preferiamo materiali naturali e di recupero, legno, sassi, pigne, tappi, stoffe, ai giocattoli con un solo uso possibile: uno stesso tappo si conta, si impila, diventa cibo per finta o parte di un collage.
L’adulto: una regia leggera
L’educatrice e l’insegnante non stanno davanti a spiegare, ma a fianco a osservare.
- Prepara il contesto, spazio, materiali e tempo, più che spiegare.
- Fa domande aperte: “cosa succede se…?”, “tu cosa ne pensi?”.
- Osserva più di quanto parli, e lo annota.
- Interviene per sostenere un’esplorazione che si blocca, non per dirigerla.
- Tratta l’errore e il tentativo che non riesce come parte normale della scoperta.
Vedere il metodo dal vivo
Il modo migliore per capire come lavoriamo è vedere una giornata: la trovate raccontata passo per passo, con le foto.



